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Le nostre pubblicazioni su www.Academia.edu



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Muculufa: carta planimetrica

Carta planimetrica. “Relazione di accompagnamento alla richiesta di istituzione di una Parco Archeologico, Mineralogico e Paesaggistico nella bassa valle del Salso o Imera Meridionale

"Genealogia della famiglia
di Simone Lentini scultore"


Riceviamo e pubblichiamo con immenso piacere ed orgoglio il lavoro di Raimondo Lentini, storico e genealogista, recante notizie su tutti i Lentini della provincia di Agrigento tra cui Simone Lentini, autore della statua di San Vito custodita nella Chiesa Maria SS. Assunta di Ravanusa (Chiesa del Convento).

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Muculufa: Ex feudo di Magalufa e Soro Marchesa

Relazione di accompagnamento alla richiesta di istituzione di una Parco Archeologico, Mineralogico e Paesaggistico nella bassa valle del Salso o Imera Meridionale

La "Battaglia di Remise"


RILETTURA della

Battaglia di Remise” e del duello tra Salvatorem de Palmerio e Melk Kelb Mulè su Monte Saraceno (Ravanusa)

di Eugenio Nobile

“La Battaglia di Remise” (Ravanusa)

Rilettura de “La Battaglia di Remise” (Ravanusa) in Ferdinando Lauricella, “Ricerche storiche sull’origine di Ravanusa e sui baroni che governarono questo Comune”


Abbiamo riletto l’epica “
Battaglia di Remise” svolta su Monte Saraceno di Ravanusa e il leggendario duello tra i due comandanti in Ferdinando Lauricella, “Ricerche storiche sull’origine di Ravanusa e sui baroni che governarono questo Comune”.

La RILETTURA ci ha dato modo di scoprirne delle belle ed è per ciò che vogliamo condividerle con quante più persone possibile per aprire,
a 125 anni dalla pubblicazione dell’opera del Dott. F. Lauricella, un discorso, una riflessione allargata per allontanare dalle nostre menti perfino l’odore di una possibile mistificazione.


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Marchesato di Bifara e la statua della "Madonna delle Grazie" di scuola Gagitana

Breve sintesi sulla vita del Marchesato di Bifara e richiamo alla statua della "Madonna delle grazie" di scuola Gagitana.

Lettera aperta


Richiesta di affidamento al Museo ArcheologicoS. Lauricella” di Ravanusa del reperto N. I. 1319 e cioè della “Pelike a figure rosse con scena, sul lato A, del rapimento di Europa e, sul lato B, della raffigurazione di un cinghiale”, attribuito al Pittore di Geras, attualmente custodito nel Museo Archeologico di Agrigento.

Il Presidente
Franco Di Natali

Genealogia della famiglia di Simone Lentini scultore

Genealogia della famiglia seicentesca di scultori in legno: I Lentini di Naro.

Poiché la nostra l’Associazione si pone, tra i vari obiettivi, soprattutto quello di promuovere la conoscenza, la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale e ambientale, di favorire il rispetto e l'attuazione delle leggi per la salvaguardia ed il recupero dei beni archeologici, artistici, architettonici, storici e ambientali,


CHIEDE

che il reperto archeologico N.I. 1319 e cioè della “Pelike a figure rosse con scena, sul lato A, del rapimento di Europa e, sul lato B, della raffigurazione di un cinghiale”, attribuito al Pittore di Geras, attualmente custodito nel Museo Archeologico di Agrigento, possa essere dato in affidamento, così come gli altri reperti lo sono stati, al Museo Archeologico di Ravanusa.


Per la sola visualizzazione __________ Per la stampa


I bei reperti del Museo Archeologico “Salvatore Lauricella” di Ravanusa

Per la serie, "I bei reperti del Museo Archeologico “Salvatore Lauricella” di Ravanusa", Il ratto d'Europa nella iconografia vascolare del Museo Archeologico di Ravanusa.

San Vito, Chiesa Maria SS. Assunta di Ravanusa

Relazione preliminare sul ritrovamento di due scritte all'interno della statua di San Vito di Ravanusa durante i lavori di restauro.

La Miniera “Conte Bosco” di Ravanusa (Ag)

La miniera, a dispetto della poca notorietà di cui gode tra gli abitanti di Ravanusa, ha origini molto antiche. Abbiamo rintracciato indizi sulla sua esistenza a partire già dall'anno 1818. In una cartolina postale

Madonna di Ravanosa presso all'Alicata

La “La Madonna di Ravanosa”, da Padre Ottaviano Cajetani (Biblioteca Nazionale Palermo.

San Vito Chiesa Maria SS. Assunta Ravanusa


L'intervento di pulitura della statua del santo. Scoperte, immagini, descrizione e bibliografia sui "Lentini da Naro", autori dell'opera.

Di Eugenio Nobile

Nel mese di ottobre del 2014, per iniziativa di Fra Graziano Bruno, Rettore e Guardiano del Convento di Ravanusa, è stato ordinato un nuovo intervento in quanto le condizioni estetiche e statiche della scultura erano davvero precarie.
Durante questi lavori, rimuovendo un tassello ligneo di chiusura di una cavità operata nella parte posteriore della statua, all’altezza della schiena, scavata probabilmente per alleggerire il peso, sono state rinvenute la firma dello scultore, la firma del primo restauratore e alcune altre indicazioni di notevole rilevanza artistica e storica. Queste, se confermate, assegnerebbero alla scultura un ruolo di primo piano nel quadro generale degli scultori “
in lignamine” del ‘600 siciliano.


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I video di SiciliAntica


www.siciliantica.it





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Le altre sedi

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Informazioni-contatti

info@ravanusasiciliantica.it

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Il Palazzo Ducale di
Castelvetrano e i
Tagliavia, signori del
Casale Ravanuse


Breve relazione su uno stucco ritrovato nel Palazzo Ducale di Castelvetrano e che riporta la dizione "Casale Ravanuse".

Di Eugenio Nobile






Riceviamo e, con gioia, pubblichiamo un contributo fotografico inviatoci dall’amico Enzo Napoli di Castelvetrano, coautore di diversi volumi sulla storia e le origini di Castelvetrano e, in particolare, del preziosissimo volume edito dal Lions Club di Castelvetrano “Carlo d’Aragona e le travi dipinte della Chiesa Madre. Araldica, storia e arte a Castelvetrano tra XV e XVII secolo”.





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L’Associazione SiciliAntica sede di Ravanusa in collaborazione con il Santuario M. SS. Assunta di Ravanusa ha presentato il convegno dal titolo
“La Madonna di Ravanusa ed i tesori dei santuari mariani in Sicilia”.

Si è discusso dell’evento miracoloso della Madonna detta “del Fico” o “della Fonte” che, dopo la conquista di Agrigento nel 1086, favorì con i suoi miracoli il Gran Conte Ruggero nella battaglia contro gli infedeli nella conquista del “Rahim" “Remunisse” (da cui "Ravanusa") il quale, verosimilmente, dovette essere la denominazione saracena della “fortezza” ubicata sul “Monte Saraceno”.

Il Convegno ha previsto, dopo i saluti iniziali del Presidente dell’Associazione, Prof. Francesco Di Natali, gli interventi dell’Arch. Ciro D’Arpa, Dottore di Ricerca in Storia dell’Architettura e Conservazione dei Beni Architettonici Università degli Studi di Palermo, che ha trattato de “La Madonna di Ravanusa nei Raguagli di padre O. Gaetani: l'incisione di G. Federico Greuter tra istanze civiche e ragioni artistiche” e della Prof.ssa Maria Concetta Di Natale, Professore ordinario di Museologia e Critica Artistica e Del Restauro Facoltà di Lettere e Filosofia Università degli Studi di Palermo, che ha disquisito sugli aspetti storiografici dei “Cammini” mariani per i tesori di Sicilia.


vedasi contributo fotografico

scarica da
"I quaderni di SiciliAntica"

il nostro contributo

"La Madonna di Ravanosa presso all'Alicata"
di Eugenio Nobile










Marchesato di "Bifara"


Breve relazione sull'ex feudo di "Bifara e Fararotta" e sulla licenza poulandi del casale.

Di Eugenio Nobile

Madonna di
Ravanosa presso
all'Alicata

Relazione sul Santuario di Santa Maria Assunta e la statua della “Madonna di Ravanosa presso all’Alicata

Di Eugenio Nobile
e Vittorio Falletta

"Marchesato di Bifara e Favarotta"




La foto riproduce le vestigia della “Madrice di Bifara”, intitolata a Santa Maria delle Grazie, dell’omonimo feudo, divenuto poi marchesato, di Bifara.
La chiesetta fu ristrutturata, un’ultima volta, nel 1794 e custodiva una statuetta in marmo della Madonna, detta “
Madonna delle Grazie”, stilisticamente afferente alla Scuola del Gagini e risalente al XVI secolo. La statuetta, in seguito all’abbandono del casale per causa della malaria, fu trasferita nella chiesa Madre di Campobello di Licata dove ancora oggi è ospitata. Invece, la campana presente nella piccola torre campanaria (oggi distrutta) si trova nella Chiesa Madonna di Fatima di Ravanusa. Si dice, infatti, che negli anni ottanta padre Caravaglia la prelevò e la pose nell’attuale campanile della Chiesa ravanusana.

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qui la SlideShow






La rinomata leggenda della “Madonna di Ravanosa” o “Madonna del Fico” o “Madonna del Fico e della Fonte” affonda le sue più lontane origini nelle testimonianze storiche di Goffredo Malaterra, il monaco benedettino normanno (XI Sec.) che per espresso incarico del Gran Conte Ruggero scrisse, in base a esperienze personali e a racconti di testimoni, la “cronica” delle “Imprese del conte Ruggero e del fratello Roberto il Guiscardo”.

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Curiosità:
versione originale del libro di Ferdinando Lauricella


Versione annotata a mano dall'autore del libro "Ricerche storiche sull'origine di Ravanusa e suoi baroni" di Ferdinando Lauricella.

Raccolta foto antiche Ravanusa


Raccolta di foto antiche della città di Ravanusa e dei suoi più antichi personaggi.

Curiosa versione del libro di Ferdinando Lauricella annotata a mano dallo stesso autore. Sappiamo che esistono altre versioni dello stesso volume anchesse annotate a mano ma con una diversa copertina.
Il confronto sarebbe veramente interessante ed è per ciò che chiediamo ai detentori di queste altre versioni di mettersi in contatto con noi per uno scambio o uno studio congiunto.
Gli interessati possono scrivere all'indirizzo info@ravanusasiciliantica.it

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La raccolta è distinta in due sezioni: "Le foto antiche di Ravanusa" già presenti sul web e l'inedito "Fondo Sillitti".

La prima è una raccolta di foto già pubblicate da altri, prive di copyright e di libera consultazione. La seconda è di proprietà esclusiva dell'Associazione SiciliAntica sede di Ravanusa. Queste provengono dall'archivio personale della famiglia Sillitti risalente ai tempi di Don Ignazio Sillitti patriarca della famiglia che, a partire dalla fine dell'ottocento, ha meticolosamente raccolto immagini e documenti afferenti alla città di Ravanusa e agli interessi della propria famiglia. Oggi alcuni di questi documenti, tra cui la presente raccolta iconografica, è stata concessa alla nostra Associazione dall'omonimo pronipote Dott. Ignazio Sillitti di Palermo che con sincero sentimento ringraziamo.


Fondo Sillitti Le foto antiche di Ravanusa




Ravanusa: le baronie
dal 1300 al 1402


a cura di Eugenio Nobile

Parte seconda di una ricerca a carattere storico- geografico, ma anche mineralogica e di archeologia industriale, riguardante i siti solfiferi ricadenti nell'agro del Comune di Ravanusa e nelle zone immediatamente viciniorie.


Al più presto, in questo stesso spazio, saranno disponibili anche le sezioni riguardanti:

- Prima parte: solfare di "Magalufa" e "Muculufa";
- Terza parte: Miniere di
"Pizzo Madone", Miniere di "Spavento", Miniere di "Perciata", Miniere di "Ex Feudo Romiti", Miniere di "Brigadieci", Miniere di "Balate", Miniere di "Gibesi" e Miniere di "Gibesi-Cottonera";
- Quarta parte: le miniere di "Bifara", "Bifara-Bontà", "Bifara-Bella", "Bifara-Lago Perricone", "Bifara-Comuni" e "Bifara-Palagonia".


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A partire dalla conquista della Sicilia da parte dei normanni, la "terra di Ravanusa" fu dominio di diversi feudatari. Il succedersi di questi "domini" è stato mirabilmente raccontato da diversi storici locali ma anche da altri autori quali:
-V. Amico Dizionario topografico della Sicilia”;
-
G.L. Barberi «Il Magnum Capibrevium dei Feudi Maggiori;
-
G. Pipitone Regesto De' Diplomi dell'Archivio Pignatelli in Palermo”;
-
E. Igor MineoNobiltà di stato ...".

Minore notorietà, almeno nella nostra comunicà, ha invece avuto un altrettanto importante storico siciliano: Prof Antonino Marrone.
Questi ha pubblicato diversi lavori che, incidentalmente, riguardavano anche la nostra cittadina. Tra i vari titoli, tutti reperibili sul sito www.mediterranea.it ricordano:
-“sulla datazione della «descriptio feudorum sub rege friderico» (1335) e dell’«adohamentum sub rege ludovico» (1345)”;
-
Repertorio degli atti della Cancelleria del Regno di Sicilia dal 1282 al 1377”;
- “Datazione degli atti sovrani del Regno di Sicilia compresi nei primi registri della R. Cancelleria (regg. 1-16) e del Protonotaro del Regno (regg. 1-5), attinenti al periodo 1282-1377. Ricomposizione ideale di alcuni registri originali della cancelleria attinenti al regno di Ludovico (1342-55) e di Federico IV (1355-77)”.

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Missione Ravanusa, Dicembre 1998


Campagna di scavi nel sito paleontologico di C.da "Fiumarella" nel Comune di Ravanusa

Relazione finale della campagna di scavi nel sito paleontologico di C.da Fiumarella nel Comune di Ravanusa

di Enzo Burgio
Conservatore Museo Paleontologico “G. Gemmellaro”, Palermo


Qui la relazione integrale del Prof. E. Burgio





La fauna ad Elephans Mnaidriensis di C.da Fiumarella nel Comune di Ravanusa

di Eugenio Nobile
Presidente Associazione ONLUS ArcheoPaleoClub di Ravanusa

Articolo tratto dalla fanzine
RAHIM
a cura dell'Associazione ONLUS

ArcheoPaleoClub di Ravanusa,

_______
Dicembre 1998


Qui puoi leggere l'intero articolo



K.r.kûd o
K.rk
ûr


Probabile ubicazione della citta araba di Qarcûdi in C.da "La Montagnella" o in C.da "Bifara"

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raccolta cartografica

Raccolta cartografica

Dalla mappa di Al Edrisi del 1160 ad Abraham Hortelius -1589 passando per l’Atlas di Gerardo Mercatore -1595, C. Ptolemeus - l. Fries del 1541, Cronica Stumpf -1548 fino alla Car. Amm.va del Regno delle Due Sicilie.


a cura di Eugenio Nobile

Da Girgenti (Agrigento) [Djirdjent in Amèdèe Jaubert] a Qarqûdi [Q.r.qûdhi – Mole di Draffù in Annliese Nef] verso levante 118 miglia.
Da
Qarqûdi a Naro 24 miglia. Da Naro a Girgenti 12; da Naro a Caltanissetta 21 [Cala’t el-Nisa in Amèdèe Jaubert]; e da Caltanissetta a Qarqûdi 15 per mezzogiorno.

Questo
Qarqûdi è bel paese, posto sulla vetta d’un monte, che poche ve n’ha tanto inaccese.
Gli appartiene buono e fertile territorio, con eccellenti e feracissimi campi da seminare.
Non lungi da quel contado ed a levante di esso il fiume Salso.

… Lasciatala a levante, trapassa a levante di
Qarqûdi, come abbiamo detto, dal quale paese il fiume si discosta per nove miglia poco più o poco meno.
Lì storcendo corre diritto a ponente; ma arrivato a
Licata [Alicata in Amèdèe Jaubert], volge a mezzogiorno e mette foce a piccola distanza da quella,
Da
Qarqûdi a Butera [Buthira in Amèdèe Jaubert]verso mezzogiorno corron dodici miglia per le montagne e ventiquattro per altro cammino.

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Il Mondo, l'Italia e la Sicilia nelle carte.

Per gli appassionati di cartografia antica questo è un luogo dove poter accedere a un discreto
database di antiche carte geografiche. Le pagine sono state allestite a dispetto della enorme difficoltà che trovano gli internauti quando si cimentano nella ricerca di questo tipo di materiale.
Le tavole sono accompagnate da una breve didascalia o rimandano a siti specializzati per una più esaustiva illustrazione. In ogni caso abbiamo indicato non solo l'autore della mappa ma anche l'anno di incisione della stessa.
Sicuri di aver fatto cosa gradita, confidiamo negli appassionati per una attiva partecipazione. Saremo grati a chiunque volesse segnalarci o inviarci ulteriori mappe all'indirizzo info@ravanusasiciliantica.it. Queste devono avere alta risoluzione ed essere accompagnate da una didascalia con indicato l'autore, la data di pubblicazione e quantaltro potrà essere utile o curioso da conoscere.

qui le sliders in formato flash hml



I bei reperti del Museo Archeologico

“S. Lauricella” di Ravanusa


a cura di Franco Di Natali

Prima mostra mineralogica


"Rocce e minerali nell'areale del Comune di Ravanusa con particolare riguardo alla Solfara "Magalufa"

Interessante la notizia della restituzione dello splendido cratere a campana del greco Assteas, ceramista di straordinaria capacità artistica, attivo a Poseidonia/Paestum nel IV sec.a.C., da parte del californiano Paul Getty Museum di Malibù al Museo Archeologico di Paestum.
Il prezioso reperto, che ha così finalmente trovato una collocazione definitiva e che ha come soggetto della scena principale "il ratto di Europa", ha una sua particolare storia .
Nel 1996, nel corso di una perquisizione, venne rinvenuta una foto polaroid, scattata nell'immediatezza di uno scavo clandestino, che ritraeva un uomo accanto al reperto in questione. Rintracciato il "tombarolo" campano, questi, pentito, ammise di aver rinvenuto il vaso nel 1974 in agro del comune di Sant’Agata dei Goti e di averlo venduto per un milione di lire. Immesso, così, sul mercato antiquario, notato da un collezionista svizzero, passò nelle mani di quest’ultimo nel 1978 per finire tre anni più tardi, per 380 mila dollari, nella collezione del Museo californiano.


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Nel periodo natalizio la sede locale di SiciliAntica si è aperta al pubblico.
Gli ospiti sono stati accompagnati in un percorso didattico-museale che esibiva una discreta collezione mineralogica con reperti provenienti dalle solfare dell’agro ravanusano.

L'esposizione è stata arricchita di una "icoteca" e "filmoteca" che tratteggiavano stralci di vita quotidiana dei cosiddetti “carusi”, “picconieri” ed "esercenti".

All'allestimento della mostra hanno partecipato, oltre a tutti i soci, alcuni simpatizzanti che, donando o concedendo temporaneamente i reperti di loro proprietà, hanno consentito di arricchire ed abbellire ancora di più le vetrinette dell’associazione. Tra questi è doveroso ricordare:
La signora M. Luisa Tornambè in La Mendola, ex proprietaria della miniera Muculufa; il Vigile Urbano Lillo Iacono, amante e collezionista di minerali; lo scultore ravanusano Carmelo Erba, cultore e collezionista; il Dott. Geologo Dino Rinallo, specialista; il sig. Francesco Cicero, ex minatore; il Geometra Enzo Di Caro, cultore; e il sig. Calogero Galifi,
ex minatore di Sommatino. A questi e a tutti gli amici che hanno visitato la mostra l'Associazione ringrazia e dà appuntamento alla seconda edizione.


qui la SlideShow dell'evento




Area di contatto con l'Associazione

ARCHIVIO
(cliccare sui numeretti in basso per selezionare l'archivio)


data:
  • 19 dicembre 2010

    Inaugurazione sede locale di SiciliAntica

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  • Primo ArcheoIncontro


    di Francesco Di Natali
    Presidente Asso. SiciliAntica sede di Ravanusa



    vai alla presentazione

  • Secondo ArcheoIncontro


    di Francesco Di Natali
    Presidente Asso. SiciliAntica sede di Ravanusa



    vai alla presentazione

  • Esercitazione Soccorso Alpino Speleologico

    CNSAS e Provincia di Caltanissetta

    supporto logistico Ass. SiciliAntica di Ravanusa

    "MUCULUFA 2010”
    PRIMA ESERCITAZIONE IN AMBIENTE MINERARIO

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  • Regio Decreto 12 Aprile 1847

    Decreto portante modifiche alla
    circoscrizione territoriale di alcuni comuni"

    Decreto originale

  • Le orchidee spontanee di

    Pizzo Muculufa (Area SIC ITA05001)



       

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  • I minerali della Serie Gessoso Solfifera Siciliana

    Feudo "Magalufa"

    (Muculufa) - BUTERA -


             

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  • La facies astiana, i xenoliti e i teleostei

    nell'agro del Comune di Ravanusa



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